Scuola dell'agrivillaggio e della decrescita felice

Spostiamo i bit, non gli atomi!

Tutto quel che serve per realizzare l'agrivillaggio esiste già. Ci sono le tecnologie, le conoscenze dell'agricoltura e le possibilità economiche per farlo.Esistono le tecnologie e le conoscenze per poterlo fare. Ora. Non tra cinquant'anni.

Agricoltura+Economia+Tecnologia

A volte la soluzione a un problema che sembra insolubile si trova cambiando punto di vista. Finora si è andati alla ricerca del vivere sostenibile nelle città e nelle nazioni cominciando a valle del problema: dall'edilizia o dall'economia, per esempio. Ma non è possibile costruire città sostenibili a partire da come sono realizzate oggi. E non è neppure possibile costruire una economia sostenibile se al centro della produzione si inseriscono le automobili o l'energia nucleare.

Se, invece, al centro si pone il punto di vista dell'agricoltore tutto cambia: un agricoltore che può coltivare e vendere direttamente i propri prodotti agli abitanti vedendo riconosciuto il valore del proprio lavoro e offrendo a chi vive l'agrivillaggio un'agricoltura sana e stagionale. Ma l'agricoltura non basta: è tutta l'economia dei servizi che si sviluppa intorno all'agrivillaggio a produrre sia una riduzione dei costi per chi la consuma sia un maggior valore economico per chi la produce.

Educatori per i bambini, assistenti per gli anziani, le tecnologie per chi lavora possono offrire in modo remunerato i loro servizi agli abitanti dell'agrivillaggio in modo più economico e più remunerativo.

Vivere low cost, ma ai massimi livelli di qualità della vita

Assumendo il punto di vista dell'agricoltore si vede che, se l'impatto zero è davvero rispettato, allora diventa possibile offrire agli abitanti dell'agrivillaggio unità abitative a basso prezzo per consentire l'accesso alla casa anche alle fasce che finora ne sono state escluse. I giovani e gli stranieri prima di tutto.