Scuola dell'agrivillaggio e della decrescita felice

Giovanni Leoni, agricoltore


La sintesi del mio pensiero e della mia proposta è nel Manifesto per l'Agrivillaggio: un libro in cui racconto come sia possibile affrontare in modo positivo la crisi del nostro tempo coniugando inoltre l'aspirazione al vivere bene delle persone con le necessità della Natura.

Sono un agricoltore. Lo sono da sempre. Per questo conosco sia le degenerazioni dell'agricoltura sia le potenzialità che ha per le persone. Non solo per produrre il cibo, ma anche per ricostruire un tessuto comunitario che non c'è più. Oggi la crisi ci mette di fronte al fallimento del modo di vivere individualistico del Novecento, ma le alternative non ci sono ancora. Bisogna ancora costruirle e l'Agrivillaggio è una proposta che va in questa direzione. Con la crisi abbiamo sempre più la necessità di dover contare su rapporti sociali di vicinato che sono stati estirpati dal vivere urbano. Senza nostalgie, però. L'agrivillaggio non è ritorno al "bel tempo andato". Per nulla.

Biodiversità e innovazione

Le conquiste del Novecento come, in particolare, l'emancipazione delle donne dal controllo familiare così oppressivo nelle nostre campagne sono irrinunciabili. Così come tutte le tecnologie che ci permettono di spostare informazioni anzichè persone e cose. Queste sono le ragioni che mi hanno mosso a ideare l'agrivillaggio. Innanzi tutto nella mia città, a Parma, dove siamo in uno stadio avanzato del progetto. Ma Parma è solo una delle mille città dove può nascere un Agrivillaggio. Ognuno riadattato sulle necessità della comunità locale. Perchè non c'è un solo modello di agrivillaggio. Ce ne sono tanti. Ognuno differente. Biodifferente.

Parlano di noi:

"L'agrivillaggio non è solo un progetto culturale, ma prima di tutto produttivo ed economico, che si distingue dagli altri progetti di eco-villaggio in cui i alimentari saranno abbattuti del il 35% e quelli energetici di circa il 50%."(Ermanno Forte, 29 ott. 2012)

"L'agrivillaggio è una sorta di quartiere agricolo alle porte della città in grado di dare ospitalità a circa 250 persone, autosufficiente, iperconnesso e sostenibile dal punto di vista economico e ed energetico." (Raffaele Mastrolonardo, Nov. 2012)